Processo produttivo dei dischi encoder
Camera bianca: che cosa significa un granello di polvere per un disco encoder

Le linee di un disco encoder sono larghe da pochi micrometri a qualche decina di micrometri: una particella di polvere di pochi micrometri può causare un pinhole, un residuo di cromo o una linea interrotta. L’articolo spiega come leggere le classi di pulizia, quanto sono grandi le particelle rispetto alle linee, quale difetto lascia una particella secondo la fase di processo in cui si deposita e come una camera bianca tiene sotto controllo le particelle.
Quando la luce del sole entra di sbieco da una finestra, si vedono molti puntini luminosi sospesi nell’aria – e sono solo le polveri più grosse. Le particelle più piccole sono invisibili a occhio nudo, ma si depositano sulle superfici allo stesso modo. Per un disco encoder con linee larghe pochi micrometri, un solo granello di pochi micrometri può diventare un difetto.

Come leggere le classi di pulizia
La pulizia conta il numero di particelle nell’aria, non il loro peso. Le diciture ancora diffuse nel settore, «classe cento» o «classe mille», derivano dallo US Federal Standard 209E: Class N significa non più di N particelle ≥0,5 μm per piede cubo d’aria. Quella norma è stata sostituita dalla ISO 14644-1; la corrispondenza approssimativa è la seguente:
| Denominazione comune | Classe ISO | Limite particelle ≥0,5 μm (per metro cubo) |
|---|---|---|
| Class 10 | ISO 4 | 352 |
| Class 100 | ISO 5 | 3520 |
| Class 1000 | ISO 6 | 35200 |
| Class 10000 | ISO 7 | 352000 |
1 piede cubo vale circa 0,0283 metri cubi, quindi 100 particelle per piede cubo corrispondono a circa 3500 per metro cubo, in linea con il limite ISO 5. Ogni passo di classe cambia di un fattore 10 il numero di particelle ammesso.
Particelle e linee a confronto
Si veda la Figura 2. Un capello ha un diametro di circa 50–100 μm; su un disco con raggio 20 mm e 2500 linee, linea e fessura trasparente sono larghe circa 25 μm ciascuna; su un disco con raggio 5 mm e 10000 linee la larghezza della linea è di appena 1,6 μm circa. Una particella di 5 μm, sul primo disco, è un puntino nero in una fessura; sul secondo può ostruire più fessure contemporaneamente.

La fase in cui cade la particella decide l’aspetto del difetto
Il difetto causato da una particella dipende dalla fase di processo in cui si deposita:
| Quando si deposita | Risultato |
|---|---|
| Sul vetro prima della cromatura | Scherma gli atomi di cromo; quando si stacca lascia un pinhole |
| Sul substrato durante la stesura del resist | Trascina una striscia a cometa nel film di resist; spessore localmente irregolare |
| Sul resist in zona trasparente prima dell’esposizione | Blocca la luce UV; nella fessura resta un punto di cromo residuo (Figura 1) |
| Sulla fotomaschera | Lo stesso difetto compare nella stessa posizione su ogni disco |
| Sulla superficie del prodotto finito | La macchia blocca la luce; il segnale si indebolisce localmente |
La Figura 1 mostra anche un dettaglio interessante: con un resist positivo, una particella caduta su una zona in cui il cromo deve comunque restare non causa difetti nella fase di esposizione; quella davvero pericolosa è la particella che cade in zona trasparente.
Da dove vengono le particelle
- Persone: squame di pelle, capelli, fibre degli indumenti, goccioline espirate – di solito le persone sono la principale fonte di particelle in camera bianca;
- Macchine: usura e attrito delle parti in movimento;
- Materiali: scatole di cartone, carta, normali sacchetti di plastica e polvere di vetro da taglio e molatura dei bordi;
- Materiali di processo: resist, sviluppatore, acqua ultrapura e gas non filtrati a dovere.
Come si controllano
- Mandata d’aria: l’aria passa da filtri HEPA e scende dall’alto verso il basso in flusso laminare, spingendo le particelle verso il pavimento e portandole via; l’ambiente è in sovrapressione, così l’aria esterna non entra.
- Zone: le postazioni critiche come stesura del resist ed esposizione possono essere realizzate come zone locali di classe più alta.
- Personale: indumenti da camera bianca, guanti e mascherina, ingresso tramite doccia d’aria, spostamenti ridotti al minimo.
- Materiali: niente cartone nella zona pulita, oggetti puliti prima dell’ingresso; le fasi che generano polvere, come taglio e molatura dei bordi, sono separate dall’area di fotolitografia.
- Monitoraggio: misure periodiche con contatore di particelle e registrazione dei trend; controllo dei difetti dopo ogni fase, con ricerca della causa in caso di anomalie.
In sintesi
La classe di pulizia conta quante particelle ≥0,5 μm sono presenti. Su dischi con larghezze di linea da pochi micrometri a qualche decina di micrometri, una particella di pochi micrometri può causare un pinhole, un residuo di cromo o una linea interrotta, e una caduta sulla fotomaschera si ripete su ogni disco. La camera bianca mantiene questi difetti a un livello molto basso grazie a mandata d’aria filtrata, suddivisione in zone, gestione di persone e materiali e monitoraggio continuo.
Traduzione dell’articolo originale cinese (0029). ENC7 – produttore di dischi encoder (richiesta) · Articoli tecnici · https://enc7.com
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