Atlante dei problemi di segnale

Sintomo: l'ampiezza del segnale oscilla una volta per giro – cause e diagnosi di oscillazione assiale ed eccentricità

Sintomo: l'ampiezza del segnale oscilla una volta per giro – cause e diagnosi di oscillazione assiale ed eccentricità

Se l’inviluppo dell’ampiezza oscilla una volta per giro, la causa è quasi sempre l’oscillazione assiale (runout): la distanza scorre avanti e indietro sulla curva ampiezza-distanza e il tasso di oscillazione è circa uguale alla pendenza relativa della curva moltiplicata per metà del runout. L’eccentricità si manifesta solo quando il margine sulla larghezza della traccia è insufficiente, e l’inviluppo mostra un avvallamento unilaterale. Questo articolo fornisce stime quantitative dei due meccanismi, un criterio sul tasso di oscillazione e i passi diagnostici per separarli.

L’oscilloscopio è sincronizzato sull’impulso Z, il disco ruota lentamente a velocità costante: gli inviluppi delle due sinusoidi A e B salgono e scendono lentamente insieme, esattamente una volta per giro; il cerchio di Lissajous si allarga e si restringe di conseguenza, ma resta sempre un cerchio. Le grandezze meccaniche che agiscono una volta per giro sono solo due: l’inclinazione della faccia del disco rispetto all’asse di rotazione (oscillazione assiale) e lo scostamento del centro della graduazione rispetto all’asse di rotazione (eccentricità). Entrambe fanno oscillare l’ampiezza una volta per giro, ma meccanismo, ordine di grandezza e rimedio sono diversi. L’articolo risponde a tre domande: quanto può valere l’oscillazione dovuta a ciascuna, quale oscillazione va considerata anomala, come distinguere le due.

Un disco con oscillazione assiale compie un giro; la distanza nel punto di lettura g(θ) varia una volta per giro e l’inviluppo dell’ampiezza calcolato con il modello di profondità di modulazione in campo vicino oscilla in sincronia (parametri di esempio, inclinazione esagerata nella vista tridime…
Figura 1 – Un disco con oscillazione assiale compie un giro; la distanza nel punto di lettura g(θ) varia una volta per giro e l’inviluppo dell’ampiezza calcolato con il modello di profondità di modulazione in campo vicino oscilla in sincronia (parametri di esempio, inclinazione esagerata nella vista tridimensionale).

Sintomo e criterio

Per prima cosa si quantifica il fenomeno. Con Z come riferimento, a bassa velocità si rileva periodo per periodo il valore picco-picco di A e B, ottenendo l’inviluppo A(θ), e si definisce il tasso di oscillazione dell’ampiezza:

η = (A_max − A_min) / (A_max + A_min)

Nella registrazione vanno osservati tre punti: A e B devono oscillare in sincronia (se varia un solo canale si tratta di un problema di ampiezze diverse, trattato in un altro articolo); se l’oscillazione resta anche dopo la media sincrona su più giri, è legata all’angolo di rotazione; l’oscillazione avviene rigorosamente una volta per giro, non due o n volte.

Quando A e B si scalano nella stessa proporzione, l’interpolazione atan2 di per sé non introduce errore; il danno dell’oscillazione di ampiezza è indiretto: nel punto di ampiezza minima aumenta il peso relativo di un offset fisso, ci si avvicina alla soglia di allarme del segnale e all’isteresi del comparatore, e nello spettro dell’errore compaiono bande laterali agli ordini N±1. Il criterio seguente è un esempio e va adattato alla soglia di allarme e al budget di offset del prodotto:

ηGiudizio
≤ 3%In genere livello di montaggio normale
3%–10%Verificare oscillazione assiale e distanza nominale, accertarsi che A_min abbia ancora margine
> 10%, oppure A_min inferiore a 1,3 volte la soglia di allarmeIntervento necessario

Primo meccanismo: l’oscillazione assiale fa scorrere la distanza sulla curva

L’oscillazione assiale (valore picco-picco T) fa variare la distanza nel punto di lettura secondo g(θ) = g0 + (T/2)·cos(θ − θ_T). Nella lettura in campo vicino a formazione d’immagine, la profondità di modulazione della fondamentale in funzione della distanza vale (derivazione nell’articolo sull’effetto Talbot di questa raccolta):

m(g) = cos(πλg/p²) · sinc(g·Δα/p)

dove λ è la lunghezza d’onda, p il passo e Δα l’ampiezza angolare dell’illuminazione nella direzione di misura. Definita la pendenza relativa nel punto di lavoro S = (1/m)·dm/dg, per runout non troppo grandi:

η ≈ |S| · T / 2

Con luce parallela S = −(πλ/p²)·tan(πλg0/p²). Ne derivano due cose: con distanza nominale prossima a 0 la curva è piatta e l’oscillazione assiale quasi non influisce sull’ampiezza; più ci si avvicina allo zero della fondamentale z_T/4 = p²/(2λ), maggiore è l’oscillazione a parità di runout.

Esempio di calcolo: 5000 linee, r = 20 mm (p ≈ 25,1 μm), λ = 0,88 μm, ipotizzando Δα = 20 mrad, runout 40 μm:

Distanza nominale g0m(g0)S (%/μm)η
50 μm0,97−0,112,2%
100 μm0,90−0,234,5%
150 μm0,77−0,377,4%
200 μm0,61−0,5711,4%
250 μm0,43−0,9018,1%

Passando a 10000 linee (p ≈ 12,6 μm), con g0 = 25 μm lo stesso runout di 40 μm dà già un’oscillazione di circa il 17%. Dimezzando il passo, p²/λ scende a un quarto e l’intera curva diventa più ripida (vedi Figura 2). Poiché S < 0, il punto di ampiezza massima corrisponde al punto di distanza minima: questa relazione di fase è la base per la distinzione successiva.

A sinistra: tre punti di lavoro sulla curva ampiezza-distanza, la banda colorata è l’intervallo di distanza percorso con un runout di 40 μm; a destra: tasso di oscillazione in funzione della distanza nominale e del runout (parametri di esempio).
Figura 2 – A sinistra: tre punti di lavoro sulla curva ampiezza-distanza, la banda colorata è l’intervallo di distanza percorso con un runout di 40 μm; a destra: tasso di oscillazione in funzione della distanza nominale e del runout (parametri di esempio).

Secondo meccanismo: l’eccentricità fa vagare radialmente la finestra sulla traccia

Se il centro della graduazione è scostato di e dall’asse di rotazione, la finestra di lettura si sposta radialmente rispetto alla traccia di Δr = e·cos(θ − θ_e). Detti W_t la larghezza radiale della traccia, H l’altezza radiale della finestra e d0 lo scostamento radiale di montaggio della testina di lettura, il margine per lato è:

m_r = (W_t − H)/2 − |d0|

Per e ≤ m_r la finestra resta sempre all’interno della traccia e l’ampiezza non ne risente; per e > m_r, nel tratto angolare in cui la finestra si avvicina al bordo della traccia l’ampiezza cala di (e − m_r)/H, per un angolo di 2·arccos(m_r/e).

Esempio di calcolo (ipotesi): W_t = 0,6 mm, H = 0,5 mm, d0 = 30 μm, quindi m_r = 20 μm; con eccentricità di 40 μm il calo massimo è del 4% e dura 120°, nei restanti 240° l’ampiezza non cambia. Questo inviluppo ha la forma «tratto piatto con avvallamento unilaterale» e la 2ª armonica raggiunge circa il 70% della 1ª, mentre l’inviluppo dovuto all’oscillazione assiale è quasi sinusoidale e la sua 2ª armonica vale solo il 3% circa della 1ª (vedi Figura 3).

L’eccentricità ha inoltre due vie di accoppiamento: la variazione del raggio nel punto di lettura fa sì che il passo locale non corrisponda più al reticolo di scansione, con fattore di ampiezza sinc(n_w·Δr/r), dove n_w è il numero di periodi nella finestra; la direzione delle linee ruota di ψ ≈ (e/r)·sinθ, con fattore di ampiezza sinc(H·ψ/p). Con n_w = 40, H = 0,5 mm, e = 50 μm, r = 20 mm i due termini valgono solo circa l'1,6% e lo 0,4% e dipendono da Δr² e ψ², manifestandosi quindi soprattutto due volte per giro. Il calo di ampiezza una volta per giro dovuto all’eccentricità deriva quindi in pratica sempre da un margine di traccia insufficiente.

Confronto degli inviluppi dei due meccanismi: l’oscillazione assiale dà un inviluppo sinusoidale, l’eccentricità con uscita dalla traccia un tratto piatto con avvallamento unilaterale, che contiene armoniche di 2° e 3° ordine marcate (parametri di esempio).
Figura 3 – Confronto degli inviluppi dei due meccanismi: l’oscillazione assiale dà un inviluppo sinusoidale, l’eccentricità con uscita dalla traccia un tratto piatto con avvallamento unilaterale, che contiene armoniche di 2° e 3° ordine marcate (parametri di esempio).

Procedura diagnostica

  1. Confermare il fenomeno: trigger su Z, media sincrona su più giri; confermare che l’oscillazione è una volta per giro e che A e B sono in sincronia, calcolare η e l’angolo di rotazione dell’ampiezza massima.
  2. Osservare la forma dell’inviluppo: scomporre l’inviluppo in armoniche; se il rapporto tra 2ª e 1ª è molto piccolo e la forma è quasi sinusoidale, verificare per prima l’oscillazione assiale; con tratto piatto e avvallamento, verificare per prima l’uscita dalla traccia per eccentricità.
  3. Misurare il runout e confrontare i numeri: con comparatore o sensore di spostamento misurare al raggio di lettura il runout T e la sua fase; con spessori variare la distanza di circa ±10 μm, misurare l’ampiezza in tre punti e ricavare S; confrontare |S|·T/2 con η misurato e controllare che l’ampiezza massima corrisponda alla distanza minima.
  4. Spostare la testina di 90° lungo la circonferenza e ripetere la misura: entrambi i meccanismi ruotano con il disco, quindi in entrambi i casi la fase dell’inviluppo deve spostarsi di 90°. Confrontare nelle due posizioni: se l’estremo dell’inviluppo coincide sempre con l’estremo del runout assiale, si tratta di oscillazione assiale; se coincide sempre con l’estremo del runout radiale del diametro esterno del disco o dell’anello graduato, si tratta di eccentricità. Se dopo lo spostamento il runout assiale non cambia ma η varia sensibilmente, il problema dipende dalla posizione radiale di montaggio locale della testina e indica anch’esso un’uscita dalla traccia.
  5. Regolare finemente la testina in direzione radiale: spostandola radialmente di circa ±30 μm, l’avvallamento da uscita dalla traccia si approfondisce o scompare nettamente, mentre nel caso di oscillazione assiale resta praticamente invariato.
  6. Rimedio: per l’oscillazione assiale verificare la perpendicolarità della faccia del mozzo, particelle sulla superficie di appoggio e spessore dello strato di adesivo; per l’eccentricità verificare l’attrezzatura di centraggio e il dimensionamento della larghezza della traccia.

Punti chiave di progettazione

  • Prima quantificare l’oscillazione come η, poi risalire al runout con η ≈ |S|·T/2 e verificare che i due valori siano coerenti.
  • Più la distanza nominale è vicina a z_T/4, più è sensibile al runout; con 5000 linee e r = 20 mm, spostando g0 da 100 μm a 200 μm η aumenta di circa 2,5 volte a parità di runout.
  • Per i dischi a passo fine la tolleranza di oscillazione assiale va ristretta in modo deciso: dimezzando il passo, p²/λ diventa un quarto e la pendenza a piccola distanza aumenta di circa 16 volte.
  • Dimensionare la larghezza radiale della traccia almeno come «altezza finestra + 2 × (tolleranza di eccentricità + tolleranza di montaggio radiale della testina)», altrimenti l’eccentricità comparirà come avvallamento unilaterale.
  • Il rapporto armonico dell’inviluppo è un criterio rapido: un rapporto 2ª/1ª molto piccolo indica oscillazione assiale, un rapporto grande uscita dalla traccia.
  • L’oscillazione di ampiezza di per sé non genera direttamente errore di interpolazione, ma amplifica l’effetto degli offset fissi e riduce il margine di allarme: il margine in A_min va calcolato a parte.

Conclusioni

Nell’oscillazione di ampiezza una volta per giro, il tipo «oscillazione assiale» è la distanza che scorre avanti e indietro sulla curva ampiezza-distanza, con entità determinata da pendenza della curva e runout; il tipo «eccentricità» compare solo con margine di traccia insufficiente e l’inviluppo presenta un avvallamento unilaterale. Con forma dell’inviluppo, conversione del runout misurato, spostamento della testina e regolazione radiale fine si separano i due casi, da risolvere poi rispettivamente sulla perpendicolarità della faccia e sul centraggio e la larghezza della traccia.


Traduzione dell’articolo originale cinese (0201). ENC7 – produttore di dischi encoder (richiesta) · Articoli tecnici · https://enc7.com

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