Atlante dei problemi di segnale

Sintomo: l'ampiezza del segnale cala ad alta temperatura – separare sorgente luminosa, distanza e condizioni di campo vicino

Sintomo: l'ampiezza del segnale cala ad alta temperatura – separare sorgente luminosa, distanza e condizioni di campo vicino

Il calo di ampiezza ad alta temperatura è di solito il prodotto di tre fattori: calo dell’efficienza luminosa della sorgente, variazione della distanza dovuta alla diversa dilatazione termica di custodia e albero, spostamento verso il rosso della lunghezza d’onda che modifica le condizioni di campo vicino. Nell’esempio, con 60 K di aumento di temperatura, i tre termini valgono circa −24%, −9,6% e −1,0%, in totale circa −32%. Questo articolo fornisce il modello di sovrapposizione, la sensibilità del punto di lavoro e le prove con cui, partendo dal sintomo, separare disco, meccanica e testina di lettura.

Un encoder sul lato posteriore di un motore fornisce 1 Vpp a temperatura ambiente; dopo il riscaldamento a circa 85 °C restano solo circa 0,7 Vpp e l’azionamento comincia a segnalare segnale debole; a macchina ferma e raffreddata tutto torna normale. Problemi di questo tipo hanno spesso più di un’origine: l’efficienza luminosa della sorgente cala con la temperatura, custodia e albero si dilatano in modo diverso e cambiano la distanza di lettura, e lo spostamento verso il rosso della lunghezza d’onda del LED modifica le condizioni di formazione dell’immagine in campo vicino. I meccanismi delle singole derive termiche interne alla testina sono trattati uno per uno nell’articolo sulla temperatura della testina di lettura di questa raccolta; qui si parte dal sintomo per rispondere a una domanda più pratica: quanta parte dell’ampiezza persa spetta a disco, meccanica e testina, e come separarle con poche prove comparative.

Temperatura da 25 °C a 85 °C: potenza della sorgente (arancio), profondità di modulazione determinata insieme da distanza e lunghezza d’onda (blu) e ampiezza totale (rosso); a destra barre impilate con i contributi dei singoli termini (parametri di esempio, senza regolazione a luce costante).
Figura 1 – Temperatura da 25 °C a 85 °C: potenza della sorgente (arancio), profondità di modulazione determinata insieme da distanza e lunghezza d’onda (blu) e ampiezza totale (rosso); a destra barre impilate con i contributi dei singoli termini (parametri di esempio, senza regolazione a luce costante).

Modello di sovrapposizione: tre fattori che si moltiplicano

Per la lettura in campo vicino a formazione d’immagine l’ampiezza del segnale si può scrivere

A(T)/A(T₀) = [P(T)/P₀] · [m(g(T), λ(T)) / m(g₀, λ₀)]

dove P è la potenza radiante del LED, m la profondità di modulazione della fondamentale, g la distanza di lettura e λ la lunghezza d’onda di picco. Per un disco con duty cycle del 50% in illuminazione parzialmente coerente (derivazione nell’articolo sull’effetto Talbot di questa raccolta)

m(g, λ) = cos(πλg/p²) · sinc(g·Δα/p)

con p passo e Δα ampiezza angolare dell’illuminazione nella direzione di misura. La responsività del rivelatore nel vicino infrarosso cresce leggermente con la temperatura e compensa una piccola parte; nell’esempio seguente non se ne tiene conto. I tre fattori corrispondono a:

  • Efficienza della sorgente: il coefficiente di temperatura della potenza radiante dei LED nel vicino infrarosso è spesso circa −0,1 ~ −0,6 %/K, secondo materiale e corrente.
  • Distanza: la testina è montata sulla custodia, il disco sull’albero; i due percorsi di dilatazione termica partono dalla stessa superficie di riferimento assiale, Δg ≈ α_cust·L_cust·ΔT_cust − α_albero·L_albero·ΔT_albero. Custodia in alluminio (circa 23×10⁻⁶/K) con albero in acciaio (ipotesi circa 12×10⁻⁶/K), dimensione assiale circa 25 mm: con un riscaldamento uniforme di 60 K si hanno circa 16 μm. Il segno dipende dalla costruzione: se il calore del rotore rende l’albero più caldo della custodia, la differenza può ridursi o addirittura cambiare segno.
  • Lunghezza d’onda: la lunghezza d’onda di picco si sposta verso il rosso di circa 0,2–0,3 nm/K. Nel termine cos λ e g compaiono come prodotto: una variazione Δλ equivale a una variazione di distanza g·Δλ/λ.

Esempio numerico: aumento di 60 K

Ipotesi: p = 20 μm, λ₀ = 880 nm, Δα = 20 mrad, g₀ = 100 μm, aumento di temperatura 60 K:

VoceIpotesiFattore di ampiezza
Efficienza della sorgente−0,4 %/K0,760
Distanza+15 μm0,904
Lunghezza d’onda+15 nm (0,25 nm/K)0,990
TotaleProdotto dei tre0,678

L’ampiezza totale cala di circa il 32%, di cui circa tre quarti dovuti alla sorgente. Il termine di lunghezza d’onda equivale solo a circa 1,7 μm di variazione di distanza, un ordine di grandezza meno del termine meccanico.

Questa ripartizione dipende però fortemente dal punto di lavoro (vedi Figura 2). Gli stessi +15 μm e +15 nm, con distanza nominale di 60 μm, riducono l’ampiezza solo di circa il 5% e lo 0,3%; con distanza nominale di 200 μm, vicina allo zero della fondamentale p²/(2λ) ≈ 227 μm, la riducono rispettivamente di circa il 55% e il 12%, insieme circa il 69%. In altre parole, un «forte calo di ampiezza ad alta temperatura» a volte non indica una cattiva progettazione termica, ma un punto di lavoro già scelto, a temperatura ambiente, sul tratto ripido della curva.

A sinistra: curve profondità di modulazione–distanza a due lunghezze d’onda e spostamento di due punti di lavoro con 60 K di aumento; a destra: variazione di ampiezza dovuta rispettivamente a 15 μm di variazione di distanza e 15 nm di spostamento verso il rosso a diverse distanze nominali (esempio).
Figura 2 – A sinistra: curve profondità di modulazione–distanza a due lunghezze d’onda e spostamento di due punti di lavoro con 60 K di aumento; a destra: variazione di ampiezza dovuta rispettivamente a 15 μm di variazione di distanza e 15 nm di spostamento verso il rosso a diverse distanze nominali (esempio).

Se la testina ha una regolazione a luce costante, il termine della sorgente viene compensato dalla corrente del LED e all’esterno resta visibile solo la parte di profondità di modulazione, nell’esempio circa l'11%; il prezzo è un aumento della corrente di pilotaggio di circa 1/0,76 − 1 ≈ 32%. Se il margine di pilotaggio non basta, a una certa temperatura la regolazione va in saturazione e oltre quel punto l’ampiezza cala improvvisamente più in fretta: anche questo è un fenomeno tipico.

Prove di separazione: prima A e S, poi voce per voce

  1. Registrare insieme ampiezza A e somma delle componenti continue S. S è la somma delle fotocorrenti delle quattro fasi, meno la corrente di buio misurata a LED spento (ad alta temperatura la corrente di buio fa salire S). Riscaldare, mantenere, riportare a temperatura ambiente e tracciare la traiettoria nel piano A/A₀–S/S₀ (vedi Figura 3): se A e S calano nella stessa proporzione, la causa è la sorgente o la trasmittanza del percorso ottico; se S resta quasi costante e A cala, è la profondità di modulazione, cioè distanza, lunghezza d’onda o assetto del disco; se dopo il raffreddamento non si torna al punto di partenza, c’è un fattore irreversibile. Con regolazione a luce costante S è bloccata: registrare invece la corrente di pilotaggio del LED.
  2. Accensione esterna a corrente costante. Scollegare il pilotaggio sulla scheda, alimentare direttamente il LED con un generatore di corrente costante da laboratorio alla corrente di temperatura ambiente e rimisurare la curva di S in temperatura. Questa riflette la deriva termica dell’efficienza del LED stesso; se con il pilotaggio della scheda il calo è maggiore, è la corrente di pilotaggio stessa a derivare: verificare resistenza di misura e riferimento.
  3. Misurare la distanza a freddo e a caldo. A temperatura ambiente ricavare con spessori la pendenza della curva ampiezza–distanza, poi misurare la distanza reale a freddo e a caldo (spessimetro, sonda capacitiva o posizione relativa tra superficie di montaggio della testina e superficie del disco); Δg per la pendenza dà la variazione prevista della profondità di modulazione, da confrontare con il risultato del passo 1.
  4. Riscaldamento per zone. Riscaldando solo la testina con la meccanica a temperatura ambiente si ottengono i termini sorgente, lunghezza d’onda e circuiti; riscaldando solo albero e custodia, tenendo la testina a temperatura ambiente con un getto d’aria, si ottiene il termine distanza. La somma dei due dovrebbe avvicinarsi al risultato del riscaldamento dell’intera macchina.
  5. Confronto con altra lunghezza d’onda. A temperatura ambiente montare un LED con diversa lunghezza d’onda di picco, oppure misurare a due distanze, ricavare direttamente ∂m/∂λ e moltiplicarlo per lo spostamento verso il rosso effettivo per ottenere il termine di lunghezza d’onda. Con punto di lavoro lontano dallo zero è in genere dell’ordine dell'1% e può essere escluso per primo.
Tre traiettorie di ampiezza A e somma delle componenti continue S in una prova di permanenza a caldo: tipo sorgente lungo la diagonale, tipo modulazione quasi verticale, tipo irreversibile che dopo il raffreddamento non torna al punto di partenza (schema, non dati misurati).
Figura 3 – Tre traiettorie di ampiezza A e somma delle componenti continue S in una prova di permanenza a caldo: tipo sorgente lungo la diagonale, tipo modulazione quasi verticale, tipo irreversibile che dopo il raffreddamento non torna al punto di partenza (schema, non dati misurati).

Le cause lato disco ricadono per lo più nella categoria «irreversibile»: adesivo o grasso degassano ad alta temperatura e condensano su disco o finestra formando un velo sottile; lo strato di adesivo si ammorbidisce, il disco si inclina, l’oscillazione assiale aumenta e l’ampiezza dell’oscillazione una volta per giro cresce sensibilmente con la temperatura. Un controllo al microscopio della superficie del disco dopo il raffreddamento e una nuova misura del runout a caldo lo confermano. La densità ottica del film di cromo varia molto poco con temperatura e lunghezza d’onda e di norma non è la causa principale.

Punti chiave di progettazione

  • Usare la traiettoria A/A₀–S/S₀ per una prima classificazione: lungo la diagonale è la sorgente, calo verticale è la modulazione, mancato ritorno al punto di partenza è contaminazione irreversibile o scorrimento viscoso.
  • Tenere la distanza nominale il più lontano possibile da p²/(2λ): con p = 20 μm, spostando g₀ da 100 μm a 200 μm l’effetto della stessa variazione termica di distanza di 15 μm sale da circa il 10% a circa il 55%.
  • Lo spostamento verso il rosso equivale a una variazione di distanza g·Δλ/λ e, con un punto di lavoro ragionevole, è di solito il termine più piccolo.
  • Il margine di pilotaggio della regolazione a luce costante deve coprire la perdita di efficienza alla temperatura massima più l’invecchiamento; nell’esempio serve almeno +32% di corrente.
  • Nella progettazione termica portare i riferimenti assiali di testina e disco il più vicino possibile alla stessa superficie di riferimento e verificare il caso di albero più caldo della custodia.
  • Eseguire prima le due prove a basso costo – accensione esterna a corrente costante e misura della distanza a freddo e a caldo – e poi decidere se modificare la testina, la struttura o il punto di lavoro.

Conclusioni

Il calo di ampiezza ad alta temperatura si può scomporre nel prodotto di tre fattori: efficienza della sorgente, distanza per dilatazione termica e lunghezza d’onda in campo vicino; nell’esempio valgono circa −24%, −9,6% e −1,0%, ma la ripartizione cambia drasticamente con la distanza nominale. Registrando la traiettoria di ampiezza e somma delle componenti continue in riscaldamento e raffreddamento si distinguono prima il tipo sorgente, il tipo modulazione e il tipo irreversibile; con accensione esterna a corrente costante, misura della distanza a freddo e a caldo, riscaldamento per zone e cambio di lunghezza d’onda si conferma poi voce per voce se la responsabilità è del disco, della meccanica o della testina.


Traduzione dell’articolo originale cinese (0224). ENC7 – produttore di dischi encoder (richiesta) · Articoli tecnici · https://enc7.com

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