Atlante dei problemi di segnale

Sintomo: la sinusoide ha la cresta appiattita – distanza troppo piccola, saturazione e squadratura

Sintomo: la sinusoide ha la cresta appiattita – distanza troppo piccola, saturazione e squadratura

Le creste appiattite hanno due origini: la saturazione dei circuiti taglia a un livello fisso e non dipende dalla distanza; la squadratura ottica si ha a piccola distanza, quando il segnale tende alla convoluzione tra l’onda quadra del disco e l’elemento rivelatore, con terza e quinta armonica in aumento. Questo articolo fornisce armoniche ed errore di interpolazione per entrambi i casi, le prove comparative con guadagno ridotto e distanza variata e il metodo per stimare l’errore dalla quota di tratto piatto.

All’oscilloscopio la sinusoide A è piatta in alto e in basso. In produzione si dice spesso «la distanza è troppo piccola, il segnale è diventato un’onda quadra», ma lo stesso tratto piatto può derivare anche dalla saturazione dell’amplificatore o dell’ADC. Entrambi i casi appaiono nella figura di Lissajous quasi quadrati, ma influiscono in modo diverso sull’errore di interpolazione e il rimedio è completamente diverso: in un caso bisogna ridurre il guadagno, nell’altro regolare la distanza o modificare l’elemento rivelatore. L’articolo riunisce modelli, caratteristiche e prove comparative dei due tipi di appiattimento e indica come stimare l’errore di interpolazione dal grado di appiattimento. La legge generale con cui la terza armonica oscilla al variare della distanza è trattata nell’articolo «Il cerchio squadrato» di questa serie; qui si considera solo la manifestazione «tratto piatto».

A sinistra: la distanza scende da 150 μm a 0, poi l’elemento rivelatore si restringe a partire da p/4; il segnale passa da sinusoide a trapezio e tende all’onda quadra. A destra: a distanza fissa il guadagno aumenta e la sinusoide viene tagliata a un livello fisso. Sotto, per ciascun caso, figura…
Figura 1 – A sinistra: la distanza scende da 150 μm a 0, poi l’elemento rivelatore si restringe a partire da p/4; il segnale passa da sinusoide a trapezio e tende all’onda quadra. A destra: a distanza fissa il guadagno aumenta e la sinusoide viene tagliata a un livello fisso. Sotto, per ciascun caso, figura di Lissajous ed errore di interpolazione (parametri di esempio).

Caratteristiche dei due tipi di appiattimento

CaratteristicaSaturazione dei circuitiSquadratura ottica
Livello del tratto piattoTensione fissa (limite di alimentazione, fondo scala ADC), uguale in tutti i canaliVaria in proporzione all’ampiezza
Raccordo tratto piatto–fiancoCon spigoloArrotondato, tanto più quanto maggiore è la distanza
Riducendo guadagno o intensità luminosaIl tratto piatto scompare, torna la sinusoideForma invariata, solo più piccola
Variando la distanzaLivello del tratto piatto invariatoLa forma d’onda cambia
Figura di LissajousQuattro lati tagliati in linea retta a coordinate fisseQuadrato arrotondato con angoli sporgenti, forma indipendente dall’ampiezza

C’è un caso che smentisce la regola del «livello fisso»: se la saturazione avviene in un nodo single-ended prima della sottrazione differenziale (per esempio l’uscita a transimpedenza di un canale raggiunge per prima il limite di alimentazione), dopo il differenziale il tratto piatto non è a livello fisso e spesso è asimmetrico tra alto e basso. Con tratti piatti di forma strana conviene guardare ai punti di prova single-ended.

Saturazione dei circuiti: armoniche ed errore della sinusoide tagliata

Sia c il rapporto tra livello di saturazione e picco della sinusoide, A = clip(cosθ, ±c), B analogamente. Il tratto piatto di ogni cresta dura arccos(c)/π del periodo. Per c maggiore di 1/√2 in ogni istante è tagliato un solo canale; nel tratto tagliato l’angolo calcolato è arctan(sinθ/c) e l’errore e(θ) = arctan(sinθ/c) − θ raggiunge il massimo in

cosθ* = [−c + √(4 + 5c²)] / 2

Calcolando direttamente con atan2 (con 2048 linee 1° elettrico vale circa 1,76″):

cDurata tratto piatto / periodoh3h5Picco errore di interpolazione
0,9510,1%−1,2%−1,1%0,36° (0,63″)
0,9014,4%−3,3%−2,3%1,05° (1,84″)
0,8517,7%−5,7%−3,2%1,98° (3,5″)
0,8020,5%−8,2%−3,5%3,15° (5,5″)

Tagliando il 10% del picco l’errore è di circa 1°, quattro volte per periodo. Se si tocca un solo limite di alimentazione (frequente con segnale affetto da offset), compaiono anche armoniche pari e una componente di errore una volta per periodo.

Squadratura ottica: onda trapezoidale a piccola distanza

Quando la distanza tende a zero, diffrazione in campo vicino e sfocatura della sorgente scompaiono e il segnale è la convoluzione tra l’onda quadra di trasmittanza del disco (duty cycle 50%) e la finestra dell’elemento rivelatore. Se la larghezza della finestra w·p è inferiore a mezzo passo si ottiene un trapezio: fianchi larghi w·p, ogni tratto piatto occupa 0,5 − w del periodo. L’elemento p/4 tipico degli array a quattro fasi dà il 25% di tratto piatto, h3 = −1/9, h5 = −1/25, un errore di interpolazione di circa 4,1° (circa 7,2″ con 2048 linee), e la figura di Lissajous è esattamente un quadrato. Con elementi più stretti si tende all’onda quadra: con w = 0,2 l’errore è circa 9,9°, con w = 0,1 circa 27°. Con un reticolo di scansione al 50%, a contatto si ottiene un’onda triangolare anziché un trapezio (vedi l’articolo successivo).

Aumentando la distanza, l’armonica n-esima viene moltiplicata per il fattore di campo vicino cos(πλg·n²/p²) e per il fattore di sfocatura della sorgente; le armoniche alte si attenuano per prime e il tratto piatto si arrotonda gradualmente. Esempio di calcolo (ipotesi p = 50 μm, λ = 0,88 μm, elemento largo p/4, ampiezza angolare dell’illuminazione 40 mrad, larghezza spettrale 40 nm):

Distanza gh3h5Armoniche totaliErrore di interpolazione
0−11,1%−4,0%12,1%4,1°
50 μm−9,6%−0,7%9,8%5,5°
100 μm−5,6%+2,9%6,3%4,9°
150 μm−0,7%+1,1%1,3%1,1°

Al diminuire della distanza h3 e le armoniche totali crescono in modo monotono e il tratto piatto diventa sempre più evidente; l’errore invece no, perché h5 cambia segno a metà strada e l’errore dipende da h5 − h3 (vedi Figura 2). Quindi «non sembra molto piatto» non significa che l’errore sia piccolo. Superata la distanza p²/(18λ) (in questo esempio circa 158 μm) h3 cambia segno e la forma d’onda diventa appuntita.

A sinistra: forma d’onda di un periodo mentre la distanza scende da 150 μm a 0; a destra: h3, h5 ed errore di interpolazione in funzione della distanza (calcolo di esempio).
Figura 2 – A sinistra: forma d’onda di un periodo mentre la distanza scende da 150 μm a 0; a destra: h3, h5 ed errore di interpolazione in funzione della distanza (calcolo di esempio).

Prove comparative: ridurre il guadagno e variare la distanza

  1. Ridurre guadagno o corrente del LED del 20%–30%. Se il tratto piatto scompare del tutto e h3 torna vicino a zero, è saturazione dei circuiti; se h3 resta praticamente invariata e la forma d’onda si rimpicciolisce soltanto, l’origine è ottica. È il passo più rapido e affidabile.
  2. Guardare il livello del tratto piatto e i codici grezzi. Se il livello coincide esattamente con il limite di alimentazione o il fondo scala dell’ADC, o se nei codici grezzi dell’ADC compaiono molti codici di fondo scala, la saturazione è accertata.
  3. Variare la distanza. Con spessori aumentare o ridurre di alcune decine di micrometri (passo dell’ordine di p²/(36λ)): con origine ottica h3 varia secondo l’andamento di Figura 2; nel tipo a saturazione il livello del tratto piatto non cambia e la quota tagliata varia solo leggermente con l’ampiezza.
  4. Verificare i nodi single-ended. Se il tratto piatto dell’uscita differenziale è asimmetrico o a livello non fisso, misurare le uscite single-ended dei singoli canali e trovare il nodo che satura per primo.

In pratica la saturazione si verifica soprattutto in questa situazione: il guadagno è tarato sull’ampiezza minima con distanza massima e disco più sporco; montando un disco con distanza più piccola e trasmittanza più alta, l’ampiezza supera il campo di misura. Il margine di guadagno va calcolato sul massimo valore possibile dell’ampiezza, lasciando il 10%–20% di margine.

Stimare l’errore di interpolazione dal grado di appiattimento

Prima si individua il tipo, poi si legge:

  • Tipo a saturazione: misurare all’oscilloscopio il rapporto tra durata del tratto piatto t_f di una cresta e periodo T, c = cos(π·t_f/T), poi ricavare l’errore dalla tabella sopra o da e(θ*).
  • Tipo ottico: ai lati del tratto piatto il raccordo è arrotondato e la misura dei tempi non è affidabile; conviene fare la FFT del singolo canale e stimare l’errore da h5 − h3 (derivazione nell’articolo «Il cerchio squadrato»).

La corrispondenza è molto diversa nei due casi (vedi Figura 3): con il 10% di tratto piatto l’errore del tipo a saturazione è circa 0,36°, mentre il trapezio ottico a contatto (w = 0,4) dà circa 4,1°; con il 20% di tratto piatto i due valgono rispettivamente circa 3,1° e 2,3°. Non si può quindi convertire con un’unica curva empirica.

Relazione tra durata del tratto piatto ed errore di interpolazione: le curve della sinusoide tagliata e del trapezio «onda quadra ⊗ elemento rivelatore» sono diverse; a parità di tratto piatto l’errore può differire di un ordine di grandezza.
Figura 3 – Relazione tra durata del tratto piatto ed errore di interpolazione: le curve della sinusoide tagliata e del trapezio «onda quadra ⊗ elemento rivelatore» sono diverse; a parità di tratto piatto l’errore può differire di un ordine di grandezza.

Punti chiave di progettazione

  • Il primo passo è sempre ridurre guadagno o intensità luminosa: se il tratto piatto scompare è saturazione, se la forma resta è ottica.
  • L’errore del tipo a saturazione si stima dalla durata del tratto piatto, c = cos(π·t_f/T); tagliare il 10% del picco (c = 0,9) dà circa 1° elettrico.
  • La squadratura ottica richiede due condizioni: distanza molto minore di p²/(18λ) ed elemento rivelatore più stretto di mezzo passo; con elemento p/4 a contatto l’errore è circa 4,1°.
  • Con origine ottica il grado di appiattimento varia in modo monotono con la distanza, l’errore invece no a causa del cambio di segno di h5: fa fede la FFT.
  • Se il livello del tratto piatto dell’uscita differenziale non è fisso, verificare se un nodo single-ended prima del differenziale satura per primo.
  • Dimensionare il guadagno con un margine del 10%–20% sull’ampiezza massima; un elemento rivelatore largo p/3 elimina la terza armonica a piccola distanza, ma la quinta resta a circa il 4%: errori più bassi richiedono di progettare insieme distanza e filtraggio spaziale.

Conclusioni

Una sinusoide con la cresta tagliata indica o la saturazione dei circuiti a un livello fisso, o un segnale che a piccola distanza tende alla convoluzione tra onda quadra del disco ed elemento rivelatore. Nel primo caso riducendo il guadagno il tratto piatto scompare e l’errore si ricava direttamente dalla durata del tratto piatto; nel secondo la forma non cambia con il guadagno ma con la distanza, e l’errore va calcolato da h3 e h5. Prima si distingue il tipo con la prova di riduzione del guadagno, poi si interviene sul margine di guadagno oppure su distanza e progetto dell’elemento rivelatore.


Traduzione dell’articolo originale cinese (0228). ENC7 – produttore di dischi encoder (richiesta) · Articoli tecnici · https://enc7.com

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