Atlante dei problemi di segnale

Sintomo: lo sfasamento A/B cambia appena cambia la distanza – disadattamento di ingrandimento con luce divergente

Sintomo: lo sfasamento A/B cambia appena cambia la distanza – disadattamento di ingrandimento con luce divergente

Con illuminazione da sorgente puntiforme l’ombra del disco è ingrandita di M = (L + g)/L. Una variazione della distanza cambia M, i campi di rilevamento progettati per l’ingrandimento nominale non coincidono più con le frange e lo sfasamento tra campi A e B distanti n periodi varia di Δφ ≈ 2π·n·Δg/L. L’articolo fornisce esempi di calcolo e tolleranze di distanza, la procedura diagnostica e contromisure come collimazione e array interlacciati.

Durante la messa a punto si aumenta la distanza di lettura di 20 μm con uno spessore e la figura di Lissajous passa subito da cerchio a ellisse inclinata; su un prototipo con alcune decine di micrometri di oscillazione assiale del disco, lo sfasamento A/B ondula una volta per giro; quando cambia la temperatura anche la fase deriva. Se la testina di lettura usa un LED senza lente collimatrice, o la collimazione è regolata male, questi fenomeni hanno quasi sempre una sola causa: con illuminazione divergente l’ingrandimento dell’ombra del disco sul piano di rilevamento varia con la distanza, mentre i campi di rilevamento sono progettati per un ingrandimento ben preciso. L’articolo ricava la relazione fra sfasamento e distanza, fornisce la stima delle tolleranze, la procedura diagnostica e i rimedi. La geometria delle disposizioni complanari a riflessione è trattata nell’articolo della libreria sull’ottica geometrica della lettura a riflessione; qui ci si concentra sulla trasmissione.

Con sorgente puntiforme, una distanza maggiore allunga il periodo dell’ombra di M = (L + g)/L; le finestre disposte per l’ingrandimento nominale scivolano rispetto all’ombra, più lontano dall’asse più scivolano, e lo sfasamento A/B cambia (esagerato; curva per L = 10 mm, n = 20).
Figura 1 – Con sorgente puntiforme, una distanza maggiore allunga il periodo dell’ombra di M = (L + g)/L; le finestre disposte per l’ingrandimento nominale scivolano rispetto all’ombra, più lontano dall’asse più scivolano, e lo sfasamento A/B cambia (esagerato; curva per L = 10 mm, n = 20).

Modello: ingrandimento dell’ombra e fase dei campi di rilevamento

La sorgente puntiforme è a distanza L dal disco; il piano di rilevamento (reticolo di scansione o array di rivelatori) si trova a distanza g sotto il disco. Una linea del disco a distanza x dal piede della perpendicolare della sorgente viene proiettata sul piano di rilevamento nella posizione M·x, con ingrandimento

M = (L + g) / L

Il periodo dell’ombra è M·p, dove p è il passo del disco. I campi di rilevamento sono progettati per M₀ alla distanza nominale g₀, con periodo M₀·p. Quando la distanza diventa g₀ + Δg, ΔM = Δg/L, e lo sfasamento dell’ombra rispetto alla finestra di rilevamento nella posizione X dal piede della perpendicolare sul piano di rilevamento è

δφ(X) ≈ −2π · (X / (M₀·p)) · ΔM / M₀

È proporzionale a X, quindi basta che due campi di rilevamento non siano nella stessa posizione perché compaia una fase relativa. Con i centri dei campi A e B distanti n periodi d’ombra:

Δφ_AB ≈ 2π · n · ΔM / M₀ ≈ 2π · n · Δg / L

Visto da un’altra angolazione il risultato è lo stesso: il raggio che raggiunge la posizione X del piano di rilevamento ha un angolo di incidenza di circa X/L; se la distanza varia di Δg, l’ombra in quel punto trasla lateralmente di Δg·X/L; per due campi distanti d = n·p la differenza di traslazione Δg·d/L, rapportata a un periodo, è l’espressione sopra.

Altre due conseguenze:

  • Calo di ampiezza nel campo. Se un campo di rilevamento contiene n_w periodi, la fase al suo interno varia da un’estremità all’altra di 2π·n_w·ΔM e l’ampiezza è moltiplicata per sinc(n_w·ΔM).
  • Traslazione comune. Se il centro del campo di rilevamento dista X_c dall’asse della sorgente, A e B traslano insieme di circa X_c·Δg/L, il che si manifesta come uno scostamento di posizione dipendente dalla distanza.

Esempio numerico e tolleranza di distanza

Ipotesi: LED senza lente, L = 10 mm, distanza nominale 0,1 mm, p = 20 μm, centri dei campi A e B distanti 20 periodi (circa 0,4 mm).

ΔgΔMΔφ_ABErrore di seconda armonica (2048 linee)
10 μm0,0017,1°circa 6,3″
20 μm0,00214,3°circa 12,5″
30 μm0,00321,4°circa 18,8″

L’errore è calcolato come metà dell’errore di fase (in angolo elettrico); con 2048 linee 1° di sfasamento corrisponde a circa 0,9″. Per la stessa variazione di distanza di 20 μm, un campo di rilevamento lungo 50 periodi ha un fattore di ampiezza sinc(0,1) ≈ 0,98: l’ampiezza resta quasi invariata. Il disadattamento di ingrandimento si manifesta prima come fase, non come ampiezza. Se il centro del campo dista 0,5 mm dall’asse della sorgente, Δg = 10 μm provoca anche una traslazione comune di circa 0,5 μm, che con passo di 20 μm equivale a una deriva dello zero di circa 9° elettrici.

Al contrario, dato un errore di fase ammesso Δφ_max, la tolleranza di distanza è

Δg ≤ L · Δφ_max / (2π · n)

Con Δφ_max = 2° (vedi Figura 2):

L o L_effn = 10n = 20n = 50
5 mm2,8 μm1,4 μm0,56 μm
10 mm5,6 μm2,8 μm1,1 μm
25 mm13,9 μm6,9 μm2,8 μm
250 mm (collimato)139 μm69 μm28 μm

Senza collimazione e con campi di rilevamento separati, la tolleranza di distanza è di pochi micrometri: difficile da rispettare sia in montaggio sia per l’oscillazione assiale.

Variazione di distanza ammessa per un errore di fase non superiore a 2°, in funzione della distanza equivalente della sorgente L e della distanza n fra i campi A e B; dopo la collimazione L_eff ≈ f²/δ.
Figura 2 – Variazione di distanza ammessa per un errore di fase non superiore a 2°, in funzione della distanza equivalente della sorgente L e della distanza n fra i campi A e B; dopo la collimazione L_eff ≈ f²/δ.

Procedura diagnostica

  1. Misurare la pendenza della fase rispetto alla distanza. Spostare assialmente il disco, oppure con spessori uniformi portare la distanza a g₀ − 10 μm, g₀ e g₀ + 10 μm, misurando ogni volta la fase di Lissajous: si ottiene k_φ = dΔφ/dg. Se l’andamento è circa lineare e l’ampiezza praticamente invariata, si ricava L_eff = 2π·n/k_φ e lo si confronta con le quote costruttive.
  2. Escludere l’accoppiamento con l’inclinazione. Spessori non uniformi inclinano anche la testina, e l’inclinazione stessa cambia la fase. Meglio spostare il disco anziché la testina, o confrontare k_φ con i due metodi.
  3. Confrontare con l’oscillazione assiale. Se la fase ondula una volta per giro, registrare la curva di oscillazione assiale z(θ) e verificare che Δφ(θ) sia circa k_φ·z(θ).
  4. Controllare sorgente e lente. Sulle testine con lente collimatrice verificare la posizione assiale del LED rispetto al fuoco e se la lente è montata al contrario o allentata; un L_eff molto inferiore al valore di progetto indica che la collimazione non funziona.
  5. Esaminare la disposizione dei campi di rilevamento. Verificare sulla documentazione della testina se A e B sono in campi separati o interlacciati e se il centro dell’array è allineato all’asse della sorgente.

Contromisure

  • Collimazione. Con il LED nel fuoco della lente la luce uscente è quasi parallela. Con una sfocatura assiale δ, la distanza equivalente della sorgente puntiforme è circa L_eff ≈ f²/δ: con f = 5 mm e δ = 0,1 mm circa 250 mm, e la tolleranza di distanza diventa circa 25 volte più ampia che senza lente. In messa a punto si può regolare finemente la posizione assiale del LED misurando k_φ fino a portarlo vicino a zero.
  • Array interlacciato al posto dei campi separati. Con A, B, A− e B− interlacciati a un quarto di periodo, i baricentri delle fasi differiscono di un solo quarto di periodo; il disadattamento di ingrandimento quasi non produce fase relativa e resta solo il lieve calo di ampiezza sinc(n_w·ΔM) (vedi Figura 3).
  • Disposizione simmetrica. Rendere l’array di rilevamento simmetrico rispetto all’asse della sorgente, così che la traslazione comune si compensi sui due lati.
  • Progettare il periodo di rilevamento per la distanza nominale reale. Usare un periodo di rilevamento M₀·p, con M₀ calcolato dalla distanza nominale reale dopo il montaggio, e fissare le tolleranze di distanza e di oscillazione assiale secondo Δg ≤ L·Δφ_max/(2πn).
  • Disposizione complanare per la riflessione. Se la superficie emittente della sorgente e il piano di rilevamento sono complanari, l’ingrandimento vale sempre 2, indipendentemente dalla distanza.
A sinistra: con campi separati lo sfasamento varia linearmente con la distanza, con l’array interlacciato quasi per nulla; a destra: l’array interlacciato mostra solo un lieve calo di ampiezza crescente con la lunghezza dell’array (L = 10 mm, esempio).
Figura 3 – A sinistra: con campi separati lo sfasamento varia linearmente con la distanza, con l’array interlacciato quasi per nulla; a destra: l’array interlacciato mostra solo un lieve calo di ampiezza crescente con la lunghezza dell’array (L = 10 mm, esempio).

Punti chiave

  • Con illuminazione divergente l’ingrandimento dell’ombra è M = (L + g)/L; ogni variazione di distanza Δg cambia l’ingrandimento di Δg/L.
  • Lo sfasamento A/B varia di Δφ ≈ 2π·n·Δg/L: con L = 10 mm e campi distanti 20 periodi, 10 μm di variazione di distanza spostano la fase di circa 7°.
  • Il disadattamento di ingrandimento si manifesta prima come fase e deriva dello zero, con variazione di ampiezza minima: un’ampiezza normale non permette di escluderlo.
  • Misurando dΔφ/dg su tre distanze si ricava direttamente la distanza equivalente della sorgente e si capisce se la collimazione è efficace.
  • Dopo la collimazione L_eff ≈ f²/δ, circa 250 mm con sfocatura di 0,1 mm e f = 5 mm; in messa a punto puntare a dΔφ/dg vicino a zero.
  • Preferire array di rilevamento interlacciati e simmetrici rispetto all’asse della sorgente; con campi separati stringere le tolleranze di distanza e di oscillazione assiale secondo L·Δφ_max/(2πn).

Sintesi

Se lo sfasamento A/B cambia appena cambia la distanza, la causa è che con luce divergente l’ingrandimento dell’ombra varia con la distanza, mentre i campi di rilevamento sono disposti per un ingrandimento fisso. Per due campi distanti n periodi lo sfasamento varia di circa 2π·n·Δg/L e senza collimazione la tolleranza di distanza è di pochi micrometri. Misurando la pendenza della fase su tre distanze si conferma la causa e si ricava la distanza equivalente della sorgente; collimazione, array interlacciati e disposizione simmetrica sono le contromisure di fondo, mentre i progetti a campi separati devono stringere di conseguenza le tolleranze di distanza e di oscillazione assiale.


Traduzione dell’articolo originale cinese (0230). ENC7 – produttore di dischi encoder (richiesta) · Articoli tecnici · https://enc7.com

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