Atlante dei problemi di segnale

Sintomo: nella lettura a riflessione il contrasto è solo la metà del previsto – riflessione dal retro del substrato

Sintomo: nella lettura a riflessione il contrasto è solo la metà del previsto – riflessione dal retro del substrato

Nella lettura a riflessione di un disco in vetro, la luce che entra nelle fenditure trasparenti si riflette sul retro o sui componenti sottostanti, trasla di 2t·tanθ′ e riesce dalle fenditure, formando un fondo in opposizione di fase o sfasato rispetto alle frange principali. Questo articolo ricava l’effetto della riflettanza del retro e della traslazione sulla profondità di modulazione – una riflettanza equivalente di circa 0,4 basta a dimezzarla – e indica passi diagnostici come il confronto con retro annerito e la prova di inclinazione.

Un disco in vetro viene usato con una testina di lettura a riflessione. Stimata in base alla riflettanza delle linee di cromo e della superficie del vetro, la profondità di modulazione dovrebbe raggiungere un certo livello, ma se ne misura solo circa la metà; e dischi dello stesso lotto montati su mozzi diversi danno pure risultati diversi. Il disegno sulla faccia superiore del disco è in ordine: il problema è la parte di luce che attraversa le fenditure trasparenti. Questa si riflette sul retro del vetro o sui componenti sotto il disco, riesce dalle fenditure e si sovrappone alle frange principali. L’articolo calcola dove va questa luce, quanto incide sulla profondità di modulazione e come verificarlo e risolverlo rapidamente. Le immagini fantasma tra i componenti interni della testina sono trattate nell’articolo sulla luce parassita di questa raccolta; qui si considera solo questo percorso attraverso il substrato del disco.

La luce entrata da una fenditura si riflette sul retro, trasla di Δx ed esce dalla fenditura, in opposizione di fase rispetto alla riflessione principale delle linee di cromo; all’aumentare della riflettanza equivalente del retro R_b la profondità di modulazione relativa del segnale risultante ca…
Figura 1 – La luce entrata da una fenditura si riflette sul retro, trasla di Δx ed esce dalla fenditura, in opposizione di fase rispetto alla riflessione principale delle linee di cromo; all’aumentare della riflettanza equivalente del retro R_b la profondità di modulazione relativa del segnale risultante cala come nel grafico a destra (caso con sfocatura dell’illuminazione molto maggiore del passo, parametri di esempio).

Percorso ottico: dove va la luce riflessa dal retro

Le linee di cromo sono sulla faccia superiore, rivolte verso la testina. L’illuminazione colpisce il disco con angolo di incidenza θ: la luce che cade sulle linee di cromo viene riflessa (riflettanza R_c, circa 0,6 per il cromo nudo nel vicino infrarosso) ed è il segnale principale; della luce che cade sulle fenditure circa il 4% viene riflesso dalla faccia superiore e il resto entra nel vetro con angolo di rifrazione θ′ tale che sinθ = n·sinθ′. Sul retro si riflette con riflettanza equivalente R_b e, tornando alla faccia superiore, è traslata di

Δx = 2t·tanθ′

dove t è lo spessore del vetro e n l’indice di rifrazione. Per vetro sodico-calcico con n = 1,52, t = 1,5 mm e θ = 10° si ha θ′ ≈ 6,56° e Δx ≈ 0,35 mm, pari a 17,25 periodi di un passo di 20 μm.

La luce che torna alla faccia superiore può uscire solo dalle fenditure; la parte che cade sul retro delle linee di cromo viene riflessa di nuovo verso il basso (riflettanza del cromo nudo dal lato vetro circa 0,44), con più andate e ritorni. Se l’illuminazione ha un’ampiezza angolare Δθ, il percorso di andata e ritorno sfoca inoltre l’immagine del retro in una fascia larga b ≈ 2t·Δθ/n: con Δθ = 20 mrad b ≈ 39 μm, già più grande del passo di 20 μm.

Modello: profondità di modulazione nei due casi limite

Intensità uscente = riflessione principale + componente dal retro. La componente dal retro è «disegno delle fenditure × disegno incidente traslato e sfocato» e le intensità si sommano in modo incoerente (la lunghezza di coerenza di un LED è dell’ordine di appena 20 μm, molto meno dei 3 mm di cammino di andata e ritorno).

Sfocatura molto maggiore del passo (b ≫ p): sotto la faccia superiore la luce di ritorno è già uniforme ed esce solo dalle fenditure: è chiara sulle fenditure, esattamente in opposizione di fase con il segnale principale, chiaro sulle linee di cromo. Considerando una sola andata e ritorno, la profondità di modulazione relativa è

M/M0 = (1 − k)/(1 + k′), k = T²·R_b /[2(R_c − R_f)], k′ = T²·R_b /[2(R_c + R_f)]

dove R_f ≈ 0,04 è la riflettanza della faccia superiore e T ≈ 0,96 la sua trasmittanza. Con R_b = 0,04 (solo retro del vetro) M/M0 ≈ 0,94; con R_b ≈ 0,42 scende a 0,50; considerando più andate e ritorni, con lo stesso R_b vale circa 0,46.

Sfocatura molto minore del passo (b ≪ p): la componente dal retro conserva il disegno; la sua sovrapposizione con le fenditure varia con la parte frazionaria di Δx/p, e lo sfasamento tra fondo e frange principali non è più 180° ma varia con spessore e angolo di incidenza. Con R_b = 0,42 e b = 2 μm, M/M0 è compreso tra 0,20 (parte frazionaria 0: la luce di ritorno cade proprio sulla fenditura) e 0,77 (parte frazionaria 0,5). Ogni 0,087 mm di variazione di spessore Δx cambia di un passo; una tolleranza di spessore di ±0,05 mm basta perché dischi dello stesso lotto cadano in punti diversi della curva, il che si manifesta come differenze tra singoli pezzi (vedi Figura 2).

C’è poi un caso da distinguere: nelle testine con sorgente e rivelatore sullo stesso piano, a proiezione diretta con luce divergente, la componente dal retro proviene da una sorgente virtuale più profonda; il suo ingrandimento di proiezione è diverso da quello delle frange principali e sul piano del rivelatore non ha più lo stesso periodo dell’array di rilevamento, per cui si manifesta soprattutto come componente continua. In questo caso R_b = 0,42 riduce M/M0 solo a circa 0,75; per dimezzarla serve un riflettore più luminoso.

R_b equivalenteb ≫ pb ≪ p (varia con lo spessore)Solo componente continua
0,040,940,89–1,000,97
0,200,720,53–0,930,87
0,420,460,20–0,770,75
0,600,290,01–0,590,67

(R_c = 0,6, passo 20 μm, colonna b ≪ p con b = 2 μm, tutti valori di esempio.)

Con la sola riflessione del 4% del retro del vetro, quindi, la perdita di profondità di modulazione è di pochi punti percentuali; «ne resta solo metà» significa di solito che sotto il disco c’è una superficie chiara: faccia del mozzo lucidata, retro con strato riflettente, parti in plastica chiara o piazzole di rame nudo.

A sinistra: con illuminazione collimata (b piccolo) la profondità di modulazione oscilla con la parte frazionaria della traslazione, con R_b = 0,42 tra 0,2 e 0,77; a destra: nelle stesse condizioni la profondità di modulazione varia periodicamente con lo spessore del vetro, ed entro la tolleranza…
Figura 2 – A sinistra: con illuminazione collimata (b piccolo) la profondità di modulazione oscilla con la parte frazionaria della traslazione, con R_b = 0,42 tra 0,2 e 0,77; a destra: nelle stesse condizioni la profondità di modulazione varia periodicamente con lo spessore del vetro, ed entro la tolleranza di spessore si attraversano più periodi (parametri di esempio).

Procedura diagnostica

  1. Escludere prima altre cause: verificare l’orientamento del lato con film (cromo rivolto verso la testina?), se il cromo ha uno strato annerito a bassa riflettanza e se la distanza di lettura rientra nel campo di progetto: anche questi punti possono ridurre il contrasto di più volte.
  2. Guardare il livello di scuro: da fermo allineare una fenditura con la finestra di lettura e misurare il rapporto tra l’intensità riflessa e quella su una linea di cromo. Il valore normale è circa R_f/R_c ≈ 0,07; un valore molto più alto indica luce che ritorna dalle fenditure.
  3. Confronto con retro annerito: sul retro in corrispondenza della traccia applicare nastro nero, annerire o interporre velluto nero e rimisurare la profondità di modulazione. Se torna al valore previsto, il percorso dal retro è confermato. Attenzione: un nastro applicato con interposizione d’aria lascia il 4% della superficie del vetro.
  4. Prova di inclinazione: inclinare la testina di circa 1°; Δx varia di circa 35 μm, quasi due passi. Se la profondità di modulazione oscilla sensibilmente, l’illuminazione è collimata e il fondo conserva il disegno; se resta praticamente invariata, si tratta di un fondo uniforme in opposizione di fase.
  5. Analisi statistica delle differenze tra pezzi: se la profondità di modulazione è correlata con lo spessore del vetro, si è nel caso b ≪ p; se è correlata con il lotto o il trattamento superficiale del mozzo, c’è una superficie chiara sottostante.

Punti chiave di progettazione

  • Nei dischi in vetro a riflessione il retro va progettato come superficie ottica: uno strato assorbente sul retro o un mozzo annerito portano R_b a pochi punti percentuali.
  • Un trattamento antiriflesso sul retro elimina solo il 4% circa della superficie del vetro e non serve contro componenti chiari sottostanti.
  • Una R_b equivalente di circa 0,4 basta a dimezzare la profondità di modulazione: sotto la traccia non vanno posti metalli lucidati, plastiche chiare o piazzole nude.
  • Con illuminazione ben collimata la profondità di modulazione è sensibile allo spessore, con periodo p/(2tanθ′), nell’esempio circa 0,087 mm: la dispersione di lotto va valutata in base alla tolleranza di spessore.
  • Per portare la luce dal retro fuori dal campo visivo, Δx deve superare macchia di illuminazione e finestra di lettura: con finestra da 1 mm e vetro da 1,5 mm servirebbero circa 29° di incidenza, di norma irrealistici; annerire è più affidabile.
  • I dischi metallici o le strutture con strato assorbente sotto il cromo non hanno questo percorso ottico e sono da preferire quando servono contrasti elevati.

Conclusioni

Nella lettura a riflessione, la luce che attraversa le fenditure si riflette sul retro o sui componenti sottostanti, trasla di 2t·tanθ′ e riesce dalle fenditure; con forte sfocatura dell’illuminazione forma un fondo uniforme in opposizione di fase, con illuminazione collimata un fondo con fase dipendente dallo spessore. Con il solo retro del vetro la perdita è di circa il 6%, con una riflettanza equivalente intorno a 0,4 la profondità di modulazione si dimezza. I tre passi livello di scuro, annerimento del retro e prova di inclinazione bastano a confermarlo; il rimedio principale è un retro assorbente.


Traduzione dell’articolo originale cinese (0232). ENC7 – produttore di dischi encoder (richiesta) · Articoli tecnici · https://enc7.com

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